Giro d’Italia 2026, Einer Rubio e la polemica con Giulio Ciccone: “Bisognerebbe esser uomini ancor prima che ciclisti”

Alta tensione al Giro d’Italia 2026 tra Einer Rubio e Giulio Ciccone. I due sono stati protagonisti della fuga di giornata e dopo un iniziale accordo, si è registrato molto nervosismo tra il Km Red Bull e il GPM di Passo Falzarego. Il corridore della Movistar Team, in particolare, è apparso molto infastidito dall’atteggiamento dei corridori della Lidl-Trek e la cosa è proseguita per alcuni chilometri. Al di là del fatto, la fuga non è stata sufficiente per regalare il successo di tappa al colombiano, giunto nono al traguardo di Alleghe. Per il sudamericano una seconda parte di Giro vissuta sempre all’attacco, ma il colpo grosso è sfuggito ancora una volta.

“Avevamo parlato con Giulio Ciccone. Io non gli ho corso contro ai Gran Premi della Montagna, anzi l’ho anche aiutato, e io sarei passato per primo al Km Red Bull. E invece i Lidl-Trek si sono fatti furbi e hanno preso anche il traguardo. Non ho molto da dire… questo è il ciclismo. Però qualche volta bisognerebbe esser uomini ancor prima che ciclisti” – dichiara Rubio, ancora piccato, dopo il traguardo – Per il resto è andata bene, abbiamo provato a entrare nella fuga. Io ero quello con le gambe migliori e ce la siamo giocata. Con la Lidl-Trek è stata una guerra totale, un giorno nervoso”.

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